San Basso la tradizione non si vieta: si organizza

Sicurezza, tutela della spiaggia e divertimento possono convivere.

Andrea Montesanto

8/2/20262 min read

San Basso la tradizione non si vieta: si organizza.

Sicurezza, tutela della spiaggia e divertimento possono convivere.

Ogni anno, con l'arrivo di San Basso, Termoli torna a riconoscersi come comunità. Le strade si riempiono, le famiglie si ritrovano, gli amici si incontrano e tanti termolesi che vivono lontano scelgono proprio questi giorni per tornare a casa.

La festa patronale è certamente fede, cultura e tradizione...ma è anche socialità, condivisione e senso di appartenenza.

È il momento in cui una città vive davvero se stessa.

Ed è proprio parlando di San Basso che dentro di me riaffiora uno dei ricordi più belli, un ricordo che sono convinto appartenga anche a tantissimi altri termolesi e alle tante persone che, negli anni, arrivano da fuori città.

Il ricordo è quello dei falò sulla spiaggia.

Non servivano grandi ospiti o effetti speciali. Bastavano il mare, la sabbia, un fuoco acceso e la compagnia degli amici. Era un momento semplice, ma capace di unire generazioni diverse, creare amicizie e lasciare ricordi che ancora oggi molti conservano con affetto.

Alla lettura dell'Ordinanza del Comune di Termoli sul Divieto dei Falò per motivi di sicurezza ,decoro e tutela dell’ambiente costiero.

Penso:

Anche "ai nostri tempi" esistevano gli incivili. C'era chi lasciava rifiuti sulla spiaggia, e chi esagerava.

Ma non possiamo continuare a rinunciare alle nostre tradizioni per colpa di una minoranza.

Gli incivili non possono diventare, ogni anno, il motivo per cui tantissime persone rispettose delle regole vengono private di questo momento.

Anche perché a Termoli, come in tante altre città, si organizzano eventi molto più grandi e anche in quelle occasioni sicuramente qualcuno sporca, danneggia gli spazi pubblici o si comporta in maniera irresponsabile.

Eppure quegli eventi non vengono vietati.

Perché per i falò dovrebbe valere un principio diverso?

Una tradizione popolare non produce biglietti o incassi. Produce qualcosa di altrettanto importante... partecipazione, memoria collettiva e senso di appartenenza.

Sinceramente non credo che la strada del divieto possa continuare a essere l'unica risposta.

Oggi ci lamentiamo perché i ragazzi trascorrono troppo tempo davanti allo smartphone o al pc.

Poi, però, quando esiste un'occasione capace di farli incontrare davvero... la risposta è un divieto?

E sarebbe sbagliato pensare che questa tradizione riguardi soltanto i giovani.

Basta guardarsi intorno per capire che non stiamo parlando di qualcosa di impossibile da gestire.

Esistono località, anche molto vicine alla nostra, dove i falò sulla spiaggia vengono autorizzati o organizzati all'interno di aree controllate.

Perché allora non fare la stessa cosa a Termoli?

Non sto sostenendo che chiunque debba essere libero di accendere un fuoco dove vuole.

Servono regole chiare, aree idonee, autorizzazioni, controlli e responsabilità.

Si potrebbero individuare alcune zone della spiaggia libera, limitare il numero delle postazioni, stabilire distanze di sicurezza, materiali consentiti, orari e dimensioni massime dei falò.

Ogni gruppo potrebbe richiedere preventivamente un'autorizzazione indicando la zona e un responsabile ,incaricato di vigilare sul rispetto delle prescrizioni e di lasciare l'arenile perfettamente pulito al termine della serata.

Si potrebbe prevedere anche un piccolo contributo destinato esclusivamente a finanziare un servizio straordinario di pulizia della spiaggia nelle ore successive alla festa.

Non è un'idea irrealizzabile.

È semplicemente una scelta amministrativa.

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