PRONTO SOCCORSO SAN TIMOTEO TERMOLI

COSÌ NON SI PUÒ ANDARE AVANTI

Andrea Montesanto

9/29/20263 min read

PRONTO SOCCORSO SAN TIMOTEO TERMOLI : COSÌ NON SI PUÒ ANDARE AVANTI

Dopo diverse segnalazioni ricevute nelle ultime settimane e dopo essermi recato personalmente più volte al Pronto Soccorso dell’ospedale San Timoteo di Termoli , credo sia necessario portare all’attenzione pubblica una situazione che ha raggiunto dimensioni non più tollerabili.

La carenza di medici, infermieri e personale sanitario in generale è un problema che il reparto si trascina da tempo. Durante l’estate abbiamo già assistito a momenti particolarmente difficili: affollamento, lunghe attese e operatori costretti a gestire contemporaneamente un numero elevato di pazienti.

Parliamo di un ospedale che serve Termoli e un territorio molto più ampio, con un aumento considerevole delle presenze durante la stagione turistica.

Esigenze conosciute, che dovrebbero trovare risposte nella programmazione del servizio.

Il problema però non si esaurisce con la fine dell’estate. Anche in queste settimane può capitare di trovare venti o più pazienti già all’interno del pronto soccorso, e altre dieci-venti persone nella zona di attesa da ore, ancora da visitare.

Decine di persone che hanno bisogno di assistenza, con appena due medici in servizio quando entrambi quelli previsti sono presenti.

E non stiamo parlando di Ferragosto o di un fine settimana di piena stagione turistica. Parliamo di una normale sera infrasettimanale di fine settembre.

Il fatto che queste criticità si presentino anche fuori dal picco estivo e durante la settimana rende ancora più evidente quanto il problema riguardi l’organizzazione ordinaria del servizio.

Quanto sarebbe accaduto la notte di domenica, rende bene l’idea della fragilità della situazione. Secondo quanto mi è stato segnalato, a causa dell’assenza del secondo medico previsto per il Pronto Soccorso , l’intero reparto si sarebbe ritrovato con un solo medico in servizio, a gestire tutte le attività del Pronto Soccorso e Medicina d’Urgenza.

Se basta una sola assenza improvvisa per mettere in difficoltà un intero reparto , è evidente che occorre intervenire sulla capacità di garantire i turni e le sostituzioni.

Un Pronto Soccorso non può reggersi sulla speranza che nessuno si ammali e che le emergenze non arrivino tutte insieme. Un servizio essenziale dovrebbe essere organizzato anche per affrontare questa eventualità.

Pare che, a partire da luglio, tra pensionamenti, dimissioni, trasferimenti e ulteriori assenze temporanee, si sia ulteriormente ridotto il personale. Una situazione già precaria è diventata così ancora più difficile da gestire.

E il rischio è che possa peggiorare ulteriormente... il personale rimasto, è sottoposto a uno stress crescente e, se non si interverrà rapidamente, una condizione del genere rischia inevitabilmente di creare ulteriori complicazioni.

A pagarne il prezzo sono come sempre i cittadini che aspettano di essere assistiti..

..ma anche gli stessi medici, infermieri e personale sanitario costretti a lavorare sotto una pressione continua, esposti talvolta anche ad aggressioni verbali e, fisiche.

E questo purtroppo è uno dei "tanti motivi" per cui molti medici preferiscono lavorare in altri reparti.

Su questo voglio essere chiaro: così come il diritto alla salute dei cittadini è sacrosanto, allo stesso modo a tutto il personale sanitario va riconosciuto l’impegno con cui cercano ogni giorno di garantire il servizio, anche in condizioni estremamente difficili.

La carenza di personale non è responsabilità di medici ,infermieri e personale sanitario .

Il Pronto Soccorso deve funzionare oggi.

I cittadini hanno bisogno di essere assistiti oggi, e il personale sanitario deve essere messo in condizione di poter lavorare serenamente.

Per questa ragioni, mi auguro che il Presidente della Regione si attivi affinché l’ASReM, accertate le effettive carenze, utilizzi con urgenza gli strumenti organizzativi consentiti per assicurare una copertura adeguata del servizio anche con personale da altri presidi, e allo stesso tempo rafforzare il servizio di vigilanza, con particolare attenzione alle fasce orarie e ai periodi di maggiore affluenza.

Il San Timoteo è un presidio fondamentale per Termoli e per tutto il Basso Molise.

La carenza di personale non può diventare una condizione alla quale rassegnarsi. E lavorare costantemente in emergenza non può diventare la normalità.

Chi ha la responsabilità di organizzare e garantire il servizio deve dare risposte concrete.

Continueremo a lavorare ogni giorno per difendere la sanità pubblica e i diritti dei cittadini, facendo seguire alle segnalazioni e alle denunce anche iniziative istituzionali attraverso il lavoro quotidiano che svolgiamo, e le iniziative portate in Consiglio regionale da Massimo Romano.

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