Promesse tradite e sanità a rischio: vogliono chiudere Emodinamica di Termoli e il punto nascita di Isernia

Promesse tradite e sanità a rischio: vogliono chiudere Emodinamica di Termoli e il punto nascita di Isernia Non è ancora ufficiale, eppure le anticipazioni sulla chiusura dell’emodinamica di Termoli e del punto nascita di Isernia sono già state rese pubbliche.

Andrea Montesanto

3/18/20262 min read

Promesse tradite e sanità a rischio: vogliono chiudere Emodinamica di Termoli e il punto nascita di Isernia

Non è ancora ufficiale, eppure le anticipazioni sulla chiusura dell’emodinamica di Termoli e del punto nascita di Isernia sono già state rese pubbliche.

A mezzo stampa, il commissario ad acta alla sanità molisana, Marco Bonamico, ha anticipato , indicando come probabile la chiusura di due servizi considerati "strategici"

Un passaggio che, prima ancora del merito, solleva un problema di metodo. Discutere pubblicamente di scelte così rilevanti senza che vi sia stato un confronto istituzionale..

Ad oggi, infatti, pare che non ci sia stata alcuna consultazione formale né con il presidente della Regione né, tantomeno, con i Sindaci di Termoli e Isernia.

Le dichiarazioni del commissario Bonamico indicano come soluzioni il ricorso a strutture fuori regione o in altri comuni, in particolare Vasto per l’emodinamica di Termoli e Campobasso per il punto nascita di Isernia. Una prospettiva che apre interrogativi concreti legati ai tempi di percorrenza, alla viabilità e alla gestione delle emergenze.

-Nel caso di Termoli, sostenere che i cittadini molisani possono rivolgersi a Vasto appare, francamente, una posizione difficile da comprendere. Siamo molisani, viviamo in Molise, lavoriamo in Molise, paghiamo le tasse in Molise (tra le più alte d’Italia) e dovremmo accettare come soluzione quella di curarci in un’altra regione?

-Allo stesso modo, appare riduttivo sostenere che le prestazioni del punto nascita di Isernia possono essere semplicemente programmate. Esistono situazioni, tanto cardiologiche quanto ostetriche, che non consentono attese né spostamenti. Sono emergenze, e come tali vanno trattate. E questo il commissario dovrebbe saperlo.

Il punto, tuttavia, non è solo sanitario. È anche e soprattutto politico. Negli ultimi anni, sulla sanità molisana sono state spese parole chiare: difesa degli ospedali, tutela dei servizi, attenzione ai territori, decreti,fondi…

Oggi, di fronte a queste chiusure, si apre inevitabilmente una riflessione sulla distanza tra quegli impegni presi e la realtà che si sta delineando...

Resta sul tavolo (oltre al ricorso al TAR in attesa di decisione) la nostra proposta già avanzata nel dibattito regionale da Massimo Romano: superare il commissariamento della sanità molisana e alleggerire il bilancio regionale dal peso del disavanzo sanitario.

Una proposta che punta a restituire autonomia e capacità di programmazione... Alla luce di quanto emerso, perché non è appoggiata dalla maggioranza di centrodestra?

Quando si toccano i diritti fondamentali, il silenzio non è un’opzione: è complicità. E noi non saremo mai complici.