Il nuovo Piano Operativo della sanità molisana è stato presentato al Ministero

Il nuovo Piano Operativo della sanità molisana è stato presentato al Ministero, con conseguenze sostanziali che ridisegnano l’assetto della sanità pubblica in una regione già segnata da anni di commissariamento, disavanzi e mobilità sanitaria passiva.

Andrea Montesanto

2/28/20262 min read

Il nuovo Piano Operativo della sanità molisana è stato presentato al Ministero, con conseguenze sostanziali che ridisegnano l’assetto della sanità pubblica in una regione già segnata da anni di commissariamento, disavanzi e mobilità sanitaria passiva.

Al centro del Piano non ci sono soltanto numeri e tabelle, ma decisioni che incidono direttamente sulla vita dei cittadini e sulla tenuta dei territori interni.

-Chiusura di un’emodinamica

Tra le misure previste c’è la chiusura di una delle due emodinamiche presenti in regione.

Un intervento che solleva interrogativi pesanti in termini di sicurezza e tempestività delle cure cardiologiche.

L’emodinamica rappresenta un presidio fondamentale: la tempestività dell’intervento è spesso decisiva. In un territorio come il Molise, caratterizzato da viabilità complessa e distanze significative tra aree interne e costa, la riduzione di un servizio così strategico rischia di allungare i tempi di intervento e di accentuare le disuguaglianze territoriali.

-Conversione del Caracciolo di Agnone

Altro punto delicato riguarda la conversione del presidio ospedaliero “Caracciolo” di Agnone.

La trasformazione dell’ospedale in una struttura con funzioni diverse rispetto all’attuale assetto si traduce in una perdita di offerta sanitaria per l’area di riferimento, con inevitabili ricadute su cittadini, personale sanitario e indotto economico locale.

-Punto nascita: chiusura tra Termoli e Isernia

Il Piano prevede inoltre la chiusura di un punto nascita tra Termoli e Isernia.

Chiudere un punto nascita significa non solo razionalizzare, ma ridefinire il rapporto tra cittadino e sanità pubblica.

📌

Il nodo centrale non è solo tecnico, ma politico: quale modello di sanità pubblica vuole il Molise?

Ciò che colpisce è l’assenza di un confronto pubblico forte. Il centrodestra regionale, pur essendo forza di governo, non ha fatto nulla.

Il silenzio, in politica, spesso pesa quanto una dichiarazione. E quando si parla di sanità pubblica, diritto costituzionalmente garantito, la trasparenza dovrebbe essere la prima forma di rispetto verso i cittadini.

La cosa più assurda è leggere dichiarazioni di esponenti del centrodestra che oggi si definiscono contrari a questi tagli.

La domanda sorge spontanea:

Sono contrari a chi? A se stessi? Al loro stesso gruppo di governo? Che gioco stiamo facendo?

Sui social e sugli organi di stampa prendono posizione a favore dei cittadini, si lamentano, esprimono preoccupazione. Poi però, quando si arriva in Consiglio regionale, nei giorni decisivi, nei momenti in cui questi temi devono essere affrontati e discussi, non si presentano nemmeno.

Così, oltre al danno, c’è anche la beffa.

Da cittadino molisano mi ritengo indignato.

Perché qui non si sta perdendo soltanto un servizio sanitario. Si sta prendendo in giro la gente e, cosa ancora più grave, si sta giocando con la salute delle persone.

Condividete questo post, perché le persone hanno il diritto e il dovere di conoscere la verità.

Spero che la mia indignazione sia anche la vostra e che insieme si possa accendere un confronto vero su ciò che sta accadendo.

📌è disponibile il video della diretta streaming dell’ultimo Consiglio regionale, dove potete vedere con i vostri occhi, a distanza di pochi giorni dalla presentazione del Piano Operativo sanitario che prevede i tagli, come viene affrontato il problema e quale sia stata la reale affluenza e il livello di interesse dimostrato.

https://www.youtube.com/watch?v=oEWc2To4bKc&t=5759s