Il Molise davanti al rischio default
Il 28 febbraio non è una data qualsiasi.
Entro quel giorno la Regione dovrà approvare, per legge, il piano di copertura del disavanzo sanitario accumulato negli anni.
Tradotto: bisogna dire con quali soldi si intende ripianare il debito della sanità pubblica.
Fin qui nulla di straordinario… se non fosse che il tempo a disposizione non è più quello previsto inizialmente. Non cinque anni. Non dieci. Ma meno di due anni, con scadenza fissata al 31 dicembre 2027, per risanare l’intero debito sanitario prodotto fino ad oggi.
Una drastica riduzione dei tempi che non nasce da una scelta politica regionale, ma dall’inadempienza dei commissari nominati dallo Stato, che non hanno rispettato le scadenze previste per l’approvazione del Programma Operativo Sanitario.
Di fronte a questo ritardo, "Roma" che è responsabile del commissariamento e dei suoi risultati.. invece di rimuovere chi non ha fatto il proprio dovere, ha deciso di accorciare drasticamente i tempi di rientro, scaricando il peso sulla Regione e, di conseguenza, sui cittadini.
Considerando che siamo tra le regioni con la pressione fiscale più alta d’Italia, la domanda è inevitabile: cosa vorranno ancora?
Un prelievo di sangue? (per restare in ambito sanitario).
Oggi ci viene chiesto di risanare in due anni un debito sanitario che si è formato in anni di malagestione e sprechi.
Non si tratta di una sfida difficile. Si tratta di qualcosa di irrealistico.
E quando gli obiettivi sono irrealistici, il rischio non è teorico.
Il rischio si chiama default:
Significa blocco dei pagamenti.
Fondi regionali congelati.
Bandi pubblici sospesi.
Impossibilità di finanziare servizi locali.
Difficoltà nel garantire il trasporto pubblico.
Comuni lasciati senza risorse.
In poche parole: una Regione paralizzata. Una Regione in ginocchio.
E questo non è allarmismo. È uno scenario possibile.
Così come è possibile assistere alla chiusura di ospedali e interi reparti.
Durante l’ultima seduta del Consiglio regionale, dopo l’interpellanza urgente presentata da Massimo Romano, Andrea Greco ,Micaela Fanelli e Angelo Primiani, mi sarei aspettato un clima completamente diverso, probabilmente più consapevole e soprattutto più "Partecipato".
Siamo a pochi giorni dalla scadenza.
Parliamo di milioni di euro da trovare in un bilancio già in rosso, anzi in profondo rosso.
Parliamo del rischio concreto di fallimento.
Eppure la discussione non ha avuto il peso, la tensione e la consapevolezza che un momento del genere richiederebbe.
Forse qualcuno non è davvero preoccupato?
Oppure semplicemente perché, alla fine, a pagare saranno sempre i cittadini?
Più tasse.
Meno servizi.
Il mantra del Molise.
In questo scenario va invece riconosciuta la scelta responsabile dei Sindaci molisani che, all’interno della Conferenza, hanno richiesto al Consiglio dei Ministri la rimozione dei commissari.
Non è una questione politica.
È una questione di responsabilità.
Vi terrò aggiornati sugli sviluppi.
Noi ovviamente continuiamo ad attendere l’esito del Tar sul ricorso che ho proposto personalmente come cittadino elettore, il cui esito potrebbe ribaltare tutto