Chiamate spam e telemarketing aggressivo: un fenomeno sempre più invasivo
Ogni giorno moltissime persone ricevono chiamate indesiderate da numeri sconosciuti, spesso legati a campagne di telemarketing.
Un fenomeno ormai diffusissimo che continua a creare disagi, nonostante le normative introdotte negli ultimi anni e gli strumenti pensati per tutelare gli utenti, come il Registro Pubblico delle Opposizioni.
Molte persone ricevono telefonate commerciali senza aver mai espresso un consenso chiaro al trattamento dei propri dati personali, oppure dopo averlo concesso inconsapevolmente attraverso siti web o moduli online.
Nel tempo, le modalità utilizzate dalle società che operano nel settore del telemarketing sono diventate sempre più sofisticate. Spesso le chiamate non partono direttamente dall’Italia, ma vengono instradate tramite call center situati all’estero, talvolta anche fuori dall’Unione Europea. Negli ultimi anni vengono utilizzate numerazioni virtuali e sistemi VoIP che consentono, da un’unica infrastruttura, di effettuare migliaia di chiamate utilizzando numeri sempre differenti.
Una delle tecniche più diffuse è il cosiddetto “spoofing” telefonico. Sul display dell’utente compare un numero apparentemente locale o familiare, aumentando così la probabilità che la chiamata venga accettata. Nel mio caso personale, ad esempio, vivendo in Molise ricevo quotidianamente telefonate con prefissi di Campobasso, Isernia e di altre numerazioni locali, salvo poi scoprire che non esiste alcun reale collegamento con il territorio.
Negli ultimi mesi si è diffuso anche un altro fenomeno...chiamate sempre più frequenti provenienti da questi numeri, dove, una volta risposto, non si sente assolutamente nulla e dopo qualche minuto la linea cade improvvisamente.
...
Probabilmente siamo arrivati ad un livello superiore di spam telefonico.
Molte società, infatti, utilizzano ormai sistemi automatizzati e centraline che effettuano chiamate in massa in maniera continua e ripetitiva.
Il problema è che le telefonate partono a ritmi talmente elevati che, nel momento in cui l’utente risponde, spesso non c’è nemmeno un operatore disponibile dall’altra parte della linea. Il risultato? Silenzio totale… e poi la chiamata cade.
Praticamente siamo bersagliati quotidianamente.
I Call Center coinvolti sono spesso difficili da identificare. Non si tratta quasi mai di una grande società, ma di reti di aziende terze che operano.
Per i cittadini sporgere una denuncia fondata è speso difficile, anche perché i numeri utilizzati spesso risultano temporanei, anonimi, inesistenti oppure non riconducibili a soggetti chiaramente identificabili. In molti casi vengono utilizzati sistemi VPN (indirizzo ip differente) nelle infrastrutture proprio per rendere più difficile l’identificazione reale dell’origine delle chiamate.
Per questo motivo sarebbe necessario non solo inasprire ulteriormente le norme, ma soprattutto rafforzare i controlli.
Un ruolo importante dovrebbe essere svolto dalle compagnie telefoniche, che dispongono di strumenti tecnici molto più avanzati rispetto ai singoli utenti e potrebbero individuare con maggiore facilità traffici anomali, numerazioni sospette e sistemi automatizzati di chiamata. Alcuni operatori stanno iniziando a farlo, ma la strada è ancora lunga.
Nel frattempo, molti cittadini cercano soluzioni pratiche per limitare il problema. Uno dei metodi oggi considerati più efficaci è l’utilizzo di applicazioni per il riconoscimento delle chiamate spam. Le cosiddette app “ID caller” o “anti spam” permettono di identificare numerazioni sospette grazie alle segnalazioni condivise dagli utenti e, in molti casi, di bloccare automaticamente le chiamate indesiderate.